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Succede: libro di Sofia Viscardi

Succede: libro di Sofia Viscardi
Succede: libro di Sofia Viscardi

Succede: libro di Sofia Viscardi

Sofia, nome che significa “saggezza”, liceale milanese 18enne, una lezione l’ha già imparata. «Rido delle sventure, meglio che piangerne ». Parla dello stile dei suoi video su YouTube, in un canale con oltre 576 mila iscritti, lasciando che suonerie, lampi di slang come che sbatti e tagli di montaggio aiutino la sua parlantina.
Su temi tipo «Mamma sono incinta» o «Regali orrendi».

Ma adesso, Sofia Viscardi, ha cambiato sport: è seconda dietro Camilleri, davanti a Malvaldi nella classifica dei libri più venduti con Succede, parabola quasi autobiografica di Margherita, 17enne «paradosso vivente», tra papà ecologista praticante e mamma all’antica, sveglie e bus per la scuola, bigiate, amori (e sensi) che sbocciano. Fra le pagine spuntano messaggini, chat e fughe in bagno, non a truccarsi ma a cercare su Google cosa significhi shot. Insomma, una storia antica come il mondo crescere ma per gli adolescenti di oggi. «Un romanzo di formazione su teenager che palpitano », ha spiegato lei. Risultato: oltre 30 mila copie vendute e incontri con i fan già in dieci città.

«C’è chi mi ha detto “ho comperato il libro per avere qualcosa di tuo, ma poi mi sono appassionata” racconta e ci sono adulti che ammettono “capisco di più i miei figli perché ricordo emozioni vissute”. Io leggo? Sì, adoro John Green».
Quello di Colpa delle stelle, già videoblogger. Sofia, del resto, è della covata degli youtuber, declinabile da CutiePieMarzia da Arzignano (Vi), che però parla in inglese ad Alberico De Giglio, vittima del bullismo, ora star della Rete (e scrittore).
Ma la Viscardi è considerata il simbolo della generazioneZ, i nati da metà Anni 90 in poi, contesi dai pubblicitari, definiti dagli esperti «iperconnessi, imprenditoriali, ambientalisti, aperti al diverso». Si ritrova? «Non amo le etichette ma una generazione iperconnessa e, quasi sempre, aperta al diverso esiste di certo.
Se solo gli adulti smettessero di vederci come superficiali: non sostituiscono la realtà ma, per esempio, i social sono un luogo di confronto». E se pensate a Facebook, siete vecchi. «È dispersivo, meglio Snapchat, più real time, non puoi mentire. Come su YouTube, dove non recito, racconto la mia vita senza filtri».
Quello che Succede, appunto. Non solo a Sofia, chiaramente.

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